Tre fratelli con la passione innata per il carnevale,…….. sono i F.lli Parlato.

Sin da piccoli seguivano il nonno, Luciano Grasso detto Neddu, nell'arte della cartapesta.
All'epoca, infatti, il nonno era un noto carrista acese che insieme ai nipoti Giuseppe, Luciano e Salvatore Parlato, riusciva a realizzare delle opere conquistando diversi primi premi.

Il nonno portava spesso a Viareggio i nipoti per ammirare i carri, che crescendo si attaccavano sempre di più alla manifestazione carnascialesca, dimostrando interesse e capacità in questa antica arte trasmessa dal nonno.

Nel 1985 Luciano Parlato esordisce con un carro di sua realizzazione, "Visentini sulle palle", classificandosi terzo. Nel 1988 al fratello Luciano si unisce Salvatore.

A cavallo tra gli anni 80 e 90, i f.lli Parlato portano l'innovazione dell'idraulica per i movimenti ed è subito un successo per la sinergia e la naturalezza delle maschere, conquistandosi così l'appellativo di maestri dei movimenti.

Nel 1990 partecipano al Carnevale ambrosiano di Milano rappresentando il più bel carnevale di Sicilia collaborando con il carro di Giovanni Coco "Lasciamoli Vivere".

Diventa una scalata continua verso il successo, nel 1991 il loro primo 1° premio con il carro “Italy Mon Amour”, testimonianza assoluta dell'edizione del carnevale per quanto riguarda l'applicazione dell'idraulica nei movimenti.

Le loro opere si sono di fatto sempre distinte dalle altre per la complessità dei movimenti e per la capacità di dare vitalità e senso di naturalezza ai soggetti dei loro carri.

Subito dopo , nel 1993 arriva l'altro primo premio: “Tentazione a rischio”, facendo notare anche la sensibilità nella scelta dei soggetti, lanciando messaggi di attualità e di cultura.

Purtroppo però, questa crescita verrà brutalmente e temporaneamente tranciata dopo la manifestazione. Un rogo infatti distruggerà i capannoni di via Lazzaretto, con i carristi che perderanno tutto e ripartiranno da zero. I Fratelli Parlato si fermano per due anni.

Nel 1996 arriva la lotteria del carnevale, Acireale per la prima volta si trova insieme a Viareggio in una lotteria nazionale. Tornano Luciano e Salvatore Parlato, al quale si aggiunge il terzo fratello Giuseppe (da qell'anno si avrà il nome "Fratelli Parlato" per indicare il cantiere), presentando il carro “Ora Basta!”, raggiungendo la punta massima di innovazione in un mix di idraulica ed elettrotecnica, aggiudicandosi il primo premio ed il consenso di tutto il pubblico.
Per l'abbinamento alla lotteria viene definito “il carro da 1miliardo di lire” per poi rimanere nei ricordi di tutti in modo indelebile per la spettacolarità ed imponenza dell'opera in questione.

Dopo svariate e continue innovazioni, come i TV color al plasma al posto degli occhi del mostruoso uccello di "Guardami" (1999), dopo l'idraulica, la meccanica e gli effetti speciali nelle luci, arrivano gli anni di incontrastato successo, dove i f.lli Parlato mostrano tutta la loro competenza e capacità nelle strutture in ferro e nella lavorazione della cartapesta.

Negli ultimi 5 anni i f.lli Parlato hanno conquistato altri 4 primi premi, rilevandosi il cantiere più prestigioso e più innovativo degli anni 2000.

Dopo i bellissimi ricordi di “Intelligenza Artificiale”e “La Prossima Mossa” si arriva al carro dell'edizione 2007.
La loro imponente opera dal titolo “Una Stretta di Mano” ha avuto il privilegio di sfilare sul lungomare di Viareggio, nel Febbraio 2007, per rappresentare tutti gli artigiani catapestai acesi, sbalordendo la gente per la sua imponenza ma soprattutto per gli effetti luce, per la spettacolarità, per la raffinatezza, per le scenografie e per la ventata di sicilianità portata al nord Italia.

Secondo molti è il punto massimo mai raggiunto da un carro di Acireale

Dopo quest'esperienza, Salvatore Parlato decide di lasciare il mondo del Carnevale. Saranno così Luciano e Giuseppe Parlato da soli a presentare l'opera del 2008: Chimera.